
Con il Sindaco di Rho, Andrea Orlandi, e le due ospiti Shireen Najjar e Dorit Alon Shippin
Ho lavorato come interprete in numerosi contesti diversi: gruppi di lavoro della Commissione Europea, comitati del Consiglio dei Ministri, conferenze stampa, incontri con personaggi famosi, presentazioni marketing, aziende etc. Lavoro sempre al meglio delle mie possibilità in tutti gli ambiti, ma ci sono alcuni eventi che mi rendono più orgogliosa del mio lavoro.
Uno di questi è stato l’incontro organizzato dal Comune di Rho in collaborazione con Caritas Cittadina e Consiglio cittadino Migranti, il 19 gennaio 2025: “Facciamo la Pace? Da desiderio di tutti a possibilità di ciascuno”. Erano ospiti in Auditorium Shireen Najjar e Dorit Alon Shippin del villaggio Neve Shalom Wahat al-Salam in Israele, terra martoriata da continui conflitti. Shireen e Dorit hanno raccontato la loro comunità, che è divenuta modello di convivenza pacifica tra ebrei israeliani e arabi palestinesi. Il loro confronto è stato moderato da Angela Bianchi, con il contributo di Giulia Ceccutti, dell’Associazione italiana NSWAS.

In questa giornata dedicata alla pace, sono stata chiamata come interprete a tradurre in consecutiva le due ospiti dall’inglese all’italiano. L’ho fatto con la gioia di partecipare a un evento dedicato a un tema così sentito, ma anche con una buona dose di timore. Durante un evento come questo, è importante dare voce alle protagoniste traducendo la loro storia nel modo più preciso possibile, ma trasmettendo le loro emozioni, fortissime, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Perché per capire il loro messaggio di pace bisogna sentire e capire quello che provano ogni giorno nella loro vita, i loro ricordi, le loro esperienze uniche, i loro punti di vista. Proprio per questo mi è sembrato importante andare a conoscere le ospiti prima dell’evento, una richiesta subito esaudita dalla Caritas cittadina.
Durante l’intervista, il mio compito non è stato solo quello di tradurre parole, ma anche di trasmettere il tono, l’intenzione e il contesto del discorso originale. Prendere nota di quanto raccontavano in inglese e restituirlo al pubblico in italiano ha richiesto come sempre molta concentrazione e una scelta accurata dei termini. In un contesto del genere, un errore o un fraintendimento possono alterare il significato di un messaggio, tradendo le intenzioni dell’oratrice.
Inoltre, per parlare correttamente di Medio Oriente, bisogna conoscerne la storia, i momenti decisivi, le denominazioni geografiche e l’attualità.
Tutto questo rappresentava per me una grande responsabilità, soprattutto davanti a un Auditorium gremito dove erano presenti le autorità cittadine. Non è stato semplice, ma i ringraziamenti espressi da tutti hanno compensato più che abbondantemente la fatica.